Di seguito una breve analisi delle attuali disparità di trattamento nell’ambito degli aiuti finanziari agli imprenditori per combattere la crisi economica provocata dal Covid 19.
Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell’interno, in collaborazione con il DFF e la SECO di studiare delle misure a sostegno dei lavoratori indipendenti.
Sfortunatamente, anche ieri, malgrado le promesse di settimana scorsa, il Consiglio federale ha nuovamente lasciato senza risposte i 270’000 indipendenti non colpiti da ordini di chiusura (ma che di fatto non riescono a lavorare), una fetta molto importante della popolazione attiva in Svizzera.
L’incertezza e la mancanza di risposte sono oggi del tutto inaccettabili.
In attesa delle succitate misure che devono necessariamente essere concretizzate, riassumiamo la
situazione degli aiuti economici in vigore per combattere l’attuale crisi in favore degli imprenditori.
Possiamo dividere i beneficiari dei correnti aiuti per parziale o totale inattività in quattro categorie:
- I salariati ordinari
- Contribuiscono all’assicurazione disoccupazione (2.2%, versati nella misura del 50% ciascuno da datore di lavoro e salariati)
- Beneficiano di un’indennità mensile massima di CHF 9’880 (80% della remunerazione precedente, massimo CHF 12’350)
- Gli imprenditori che operano per il tramite di una SA o di una SAGL
- Contribuiscono all’assicurazione disoccupazione (2.2% versati nella misura del 50% ciascuno da datore di lavoro e salariati)
- Beneficiano di un’indennità mensile massima di CHF 3’320 (forfait)
- Gli indipendenti colpiti da ordini di chiusura
- Non contribuiscono all’assicurazione disoccupazione
- Beneficiano di un’indennità mensile massima di CHF 5’880 (80% della remunerazione precedente, massimo CHF 7’350)
- Gli indipendenti che non hanno chiuso la propria attività ma che subiscono una forte riduzione della
cifra d’affari- Non contribuiscono all’assicurazione disoccupazione
- Non beneficiano di un’indennità mensile: CHF 0
La prima disparità di trattamento che segnaliamo è quella tra i salariati ordinari e gli azionisti che sono alle dipendenze della propria società. Considerato che entrambi hanno pagato sul loro salario i contributi per l’assicurazione disoccupazione, mal si comprende il tetto massimo imposto agli imprenditori.
Segnaliamo che le indennità per lavoro ridotto sono finanziate dai contributi pagati dai datori di lavoro e dai salariati; non si tratta pertanto di aiuti finanziati dallo Stato.
La seconda disparità di trattamento è la differenza tra il tetto massimo di CHF 3’320 per gli azionisti salariati ed il tetto massimo di CHF 5’800 degli indipendenti che hanno chiuso l’attività, che ricordiamo non hanno in nessun modo contribuito all’assicurazione disoccupazione.
Si tratta in questo caso di un vero e proprio incentivo finanziato dal bilancio della Confederazione. Riteniamo l’aiuto legittimo, ma di conseguenza è ancor di più incomprensibile il tetto massimo di CHF 3’3320 che si applica ai salariati azionisti, che hanno per di più pagato i contributi.
La terza disparità di trattamento è quella tra le due categorie di indipendenti.
Qual è infatti l’effettiva differenza tra la prima categoria, composta da coloro che sono inclusi nell’elenco del Consiglio federale perché hanno chiuso (ad esempio parrucchieri o proprietari di ristoranti) e la seconda categoria composto da coloro che non hanno chiuso, ma che hanno subito un calo di fatturato (ad esempio fisioterapisti o architetti).
Riteniamo che le disuguaglianze di cui sopra sono ingiustificabili, discriminatorie e non conformi dal profilo della tecnica assicurativa.
Proponiamo di conseguenza le seguenti modifiche affinché si riducano le attuali disparità di trattamento:
- revoca dell’articolo 5 dell’Ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione, abolendo di fatto il limite di CHF 3’320 per gli azionisti imprenditori e parificando di fatto la loro situazione a quella dei salariati ordinari,
- l’estensione del beneficio ad un’indennità perdita di guadagno straordinario a tutti gli indipendenti. Malgrado i tempi decisamente troppo lunghi, rimaniamo in attesa di proposte concrete per risolvere questa situazione, che ad oggi lascia molte persone nell’incertezza e che suscita molte perplessità.
Joel Scolari, SFO Partner Lugano SA
Avv. Rupen Nacaroglu, Fiduciaria Bernasconi SA, Consigliere comunale a Lugano